PORTALE A.R.I. Sez. di Brescia


agosto: 2014
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Esercitazione al museo di S.Giulia

PC ma non RA/RE

 

Lo ammetto, il titolo è criptico solo per attirare la curiosità di voi lettori, ma non è poi così astruso…si tratta di “ Protezione Civile ma non RadioAmatori/RadioEmergenza”.

 

Poco tempo fa i responsabili PC del Comune hanno contattato NBL, Gianni, il referente provinciale RE , per invitarci ad una esercitazione di PC preceduta da un corso specifico; si trattava di simulare il recupero di beni e reperti museali in pericolo a seguito di una calamità che avrebbe “colpito” il museo di S. Giulia.

Già da questa breve descrizione, la specifica professionalità ed esperienza di noi radioamatori non trova alcun senso e modo di essere sfruttata; si parla di una emergenza limitata nel tempo (poche ore), nello spazio (il museo) ed in strutture cittadine regolarmente connesse (o quasi) alle reti di comunicazioni standard.

Il volontariato di PC però è anche questo: saper accomodare le proprie competenze ad una situazione diversa ed eccezionale; inoltre, essere presenti, reattivi e visibili come gruppo quando gli enti preposti hanno una necessità, per quanto simulata, ci permette di farci ricordare e valorizzare in altre occasioni, magari quando la necessità è di nostro interesse.

Gianni ha quindi potuto contare sulla disponibilità di sei volonterosi (DFO, LQF, NBL, SGO, UQC, YXQ) che sabato 26-11 pomeriggio si sono presentati al museo per farsi spiegare, insieme ad una sessantina di altri volontari, cosa avrebbero dovuto fare (e’ vero, non c’erano ne’ i sommozzatori ne’ i cinofili, però noi eravamo presenti, insieme ai CB ed anche ai paracadutisti !).

L’istruttore era un esperto Unesco, che gira il mondo appunto per addestrare i volontari al salvataggio degli oggetti nei musei sotto calamità; incidentalmente è anche un radioamatore I4BMWquindi siamo stati calorosamente accolti e ci siamo sentiti subito a nostro agio.

Potete immaginare che, se fatto bene, il recupero di reperti di museo spesso fragili ed unici richieda attenzione, accuratezza ed operazioni precisamente codificate; sarà banale, ma l’accuratezza che noi OM mettiamo nel trasmettere messaggi e l’abilità a leggere i dettagli negli schemi elettronici ci sono state di aiuto anche per questa attività assolutamente estranea alla pratica radiantistica.

La domenica mattina, freschi delle istruzioni del pomeriggio precedente, ci siamo radunati nel parcheggio del museo, in attesa dell’allarme simulato, naturalmente discutendo come fare al meglio il nostro lavoro. Abbiamo anche avuto il tempo di fare gli esperti radio, istruendo brevemente quei volontari che non sapevano come usare (nemmeno accendere !) gli apparati civili di cui erano dotati.

Dopo che sono stati attivati VVFF e Croce Bianca, arrivati in via Musei a sirene spiegate (con una signora dirimpetto al museo, svegliata dal baccano, che credeva ad un vero incendio), ed hanno messo in sicurezza l’area, siamo stati attivati noi volontari; suddivisi in squadre con responsabile, fotografo, classificatori, trasportatori, imballatori, infermieri e sicurezza. Ci è stata assegnata un’area da esplorare/recuperare e ci siamo mossi, muniti di casco, mascherina e torce (in linea di principio, non sappiamo che rischi si incontrano, nell’edificio !) per la nostra area di competenza.

Naturalmente, da radioamatori esperti, ci siamo subito appropriati delle comunicazioni via portatile, ed abbiamo gestito, oltre ai reperti, i messaggi di servizio tra le stanze in recupero e l’esterno, segnalando quando partivano i reperti, o chiedendo attrezzi o rinforzi.

In poco più di mezz’ora le squadre hanno recuperato, per finta, un voluminoso quadro, un pesante bassorilievo in marmo ed una miriade di libri, monete, frammenti di ceramica e simili, catalogandoli ed imballandoli accuratamente per poi consegnarli ad un “deposito sicuro”.

Non credo necessario dettagliare ulteriormente il lavoro svolto, sta di fatto che tutti hanno ricevuto i complimenti dall’istruttore per l’impegno e l’efficacia dell’intervento; certo, di radio se ne è fatta molto poca, forse bastava un megafono (!), però l’ARI era presente ed il nome dell’associazione è stato fatto più volte ai e dai responsabili del Comune; un sassolino in più per costruire la nostra immagine pubblica e sminuire il luogo comune “I radioamatori ? Chi, quelli che disturbano solo la TV ?”.

73 de I2LQF

Link all’articolo del Giornale di Brescia

 

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